Ieri, a Milano, ha avuto luogo l'ennesimo episodio di antisemitismo: un rabbino è stato aggredito mentre aspettava l'autobus. Secondo la Comunità ebraica, l'aggressione - pugni, calci, sputi - è stata consequenziale al riconoscimento del suo essere ebreo, in base all'abbigliamento. Insomma, un cittadino si è visto calpestare e sputare addosso perché vestito in un determinato modo. Siamo all'assurdo: una liberaldemocrazia non può tollerare che l'identità stessa di una persona divenga motivo di aggressione. Nel contempo, l’ UCEI - Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha dovuto pubblicare delle card per spiegare ai cittadini ebrei quali comportamenti adottare per la propria sicurezza, in quella che dovrebbe essere una democrazia liberale occidentale, il nostro Paese. Ecco perché siamo fortemente a favore, con il nostro segretario, Luigi Marattin, del Ddl Antisemitismo. Pensiamo sia estremamente grave quanto sta accadendo nei riguardi dei membri della comunità ebraica: il primo dovere di uno Stato è garantire la sicurezza dei propri cittadini, senza distinzioni. Se la sicurezza di alcuni cittadini è a rischio, la libertà di tutti noi è in pericolo. Ecco perché, oggi, più che mai, serve una legge contro l'antisemitismo.