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Manifestazione annunciata per sabato 28 marzo da gruppi islamisti in Italia dopo la vittoria del No al referendum‼️
Alcuni esponenti musulmani (tra cui il referente della moschea di Torino, Baya) hanno esultato per il risultato, sostenendo che i voti della comunità islamica siano stati decisivi e rivendicando ora un peso maggiore. Frasi come «ora islam e sharia», «i musulmani del No hanno vinto» o «affluenza storica» sono circolate sui loro canali.
👉Il Contesto è sempre più chiaro‼️
Non è un partito ufficiale momentaneamente ma una rete di moschee, centri islamici e attivisti più radicali presenti in Italia.
Durante la campagna referendaria gli è stato chiesto il supporto per il No, e ora che il No ha vinto alcuni alzano il tiro chiedendo apertamente concessioni in direzione sharia (che prevede norme incompatibili con la Costituzione italiana: poligamia, hudud, inferiorità giuridica della donna, limiti alla libertà di espressione, ecc.).
👉In buona sostanza‼️
La sharia non è una “cultura” o una “religione privata”‼️
È un ordinamento giuridico completo che in molti paesi (Iran, Arabia Saudita, Afghanistan talebano, parti della Nigeria, Pakistan, ecc.) prevede punizioni corporali, lapidazioni, amputazioni, morte per apostasia o blasfemia‼️
In Europa, dove è stata introdotta in forma “soft” (tribunali islamici paralleli in UK, “patrol” di quartiere in alcune città francesi o svedesi, richieste di menù halal obbligatori, separazione dei sessi in piscina, ecc.), ha sempre creato enclavi dove la legge dello Stato viene di fatto sospesa‼️
👉L’Italia ha già problemi enormi di integrazione:
- Centinaia di moschee e centri non controllati (molti legati ai Fratelli Musulmani o a predicatori salafiti).
- Tassi di natalità molto più alti tra le comunità islamiche.
- Casi documentati di rifiuto della legge italiana su matrimonio, divorzio, educazione delle figlie, ecc.
👉Dire “e ora sharia” dopo un referendum non è un’opinione come un’altra: è una sfida aperta alla sovranità dello Stato italiano e ai principi della nostra Carta costituzionale (art. 2, 3, 7, 8, 19 ma anche limite dell’ordine pubblico).
👉Chi difende la laicità, l’uguaglianza uomo-donna, la libertà di critica religiosa e la supremazia della legge italiana non sta “islamofobizzando”. Sta semplicemente ricordando una verità elementare: in Italia si vive secondo le leggi italiane, punto.
👉Chi non le accetta ha due opzioni: adeguarsi o andarsene.
👉La sinistra che per anni ha minimizzato (“è solo folklore”, “sono poverini”, “il vero pericolo è la destra”), oggi si trova alleata oggettiva con chi vuole sostituire la Repubblica con un califfato soft.
E i musulmani moderati (quelli che davvero vogliono integrarsi) finiscono schiacciati tra gli estremisti della loro comunità e il politicamente corretto che impedisce di nominare il problema.
👉La manifestazione di sabato va monitorata con attenzione‼️
Non per vietare il dissenso, ma per far rispettare le regole: niente incitamento all’odio, niente bandiere di organizzazioni terroristiche, niente richieste di applicare leggi straniere sul suolo italiano‼️
👉L’islamizzazione non è un destino ineluttabile‼️
È una scelta politica che si può ancora invertire con il controllo dell’immigrazione, espulsioni effettive di chi predica la sharia, chiusura di centri radicali e difesa intransigente della cultura e delle leggi occidentali.
Chi grida “e ora sharia” ha appena detto chiaramente qual è il suo progetto. Ignorarlo sarebbe suicida‼️
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