ORA! Piemonte è stata invitata dal sindaco di Torino Lo Russo, insieme ad altri partiti di centro e ai partiti che compongono la sua attuale maggioranza, per confrontarsi oggi in Sala delle Congregazioni, nel Palazzo di Città, sui suoi anni di amministrazione e sulle prospettive per il futuro.
Abbiamo accolto la richiesta di confronto, che intraprendiamo volentieri con chiunque e a maggior ragione con il sindaco della quarta città d'Italia.
Nell'ascoltare il suo lungo e dettagliato resoconto, e nel dire la mia opinione, sono emersi punti di accordo e altri di incompatibilità.
L'amministrazione di Torino ha sicuramente avuto il merito di rimettere in funzione la macchina comunale e riportare sotto controllo i conti, ma non è riuscita a riportare la città agli standard minimi di crescita e competitività economica che merita.
La crescita, la produttività, l'innovazione e la conoscenza rimangono il principale motore della sicurezza sociale, e Torino potrebbe fare molto di più in termini di valorizzazione ed espansione dei propri poli universitari, rilancio e diversificazione del proprio tessuto economico, e, contestualmente, rigenerazione delle periferie.
Ho chiesto inoltre se il comune di Torino, esprimendo per mezzo del sindaco anche il presidente della città metropolitana, che comprende più della metà della popolazione e dell'economia regionale, intenda assumersi una parte di responsabilità del recente declassamento da parte dell'Eurostat della regione Piemonte da "sviluppata" a "in transizione", in seguito alla riduzione del suo pil pro capite sotto la media europea. Unica regione del nord Italia a subire questa sorte.
E ho espresso i miei dubbi al riguardo vista la leggerezza con cui la sua coalizione tollera al suo interno posizioni contrarie alla TAV, che rimane un'opera strategica fondamentale per la competitività piemontese (durante lo stesso incontro un delegato di AVS ha dovuto lasciare in anticipo il tavolo per recarsi in treno a una manifestazione no TAV - sono contento che avesse un treno per andarci).
Similmente, ho chiesto di dipanare ogni ambiguità riguardo ad Askatasuna, che era ancora oggetto di un goffo tentativo di collaborazione da parte del comune quando già assaliva OGR e La Stampa nell'autunno scorso.
In ogni caso, il dialogo e il dibattito fanno sempre bene. Siamo disponibili a continuare il confronto per il bene di Torino. Ad oggi, la nostra missione in città come nel Paese, continua ad essere quella di costruire un'alternativa pragmatica e razionale a entrambi i poli.